Dieci buoni motivi per insegnare l’uso della pellicola alla nuova “video” generazione.
Alla conferenza della UFVA (University Film and Video Association) il prof. Matt Meyer della George Fox University (Oregon) ha spiegato come la disciplina dell’apprendimento delle riprese in pellicola sia sia evoluta nel tempo.
Secondo Meyer oggi, più che mai, è importante che gli studenti sperimentino la ripresa in pellicola
e che siano consapevoli che ad ogni vantaggio associato al video, esiste uno svantaggio. Qui di seguito una serie di domande poste al professore ed i suoi dieci buoni motivi a sostegno della conoscenza – per un giovane filmmaker – delle tecniche di ripresa in pellicola.
Le nuove tecnologie digitali stanno rivoluzionando il mondo delle riprese, sostituiranno la pellicola ?
Ad oggi posso affermare che la pellicola è ancora l’unico mezzo di ripresa di insuperabile qualità.
A testimoniare questo giudizio vorrei riportare, qui di seguito, parte di una presentazione tenutasi recentemente alla conferenza americana della UFVA – University Film and Video Association dove
il prof. Matt Meyer della George Fox Univeristy ha spiegato quanto ancora oggi sia importante l’insegnamento delle tecniche di ripresa cinematografiche su pellicola nelle scuole di cinema.
In quale modo le nuove tecnologie digitali stanno cambiando il modo di fare cinema ?
L’avvento delle tecnologie digitali ha sicuramente rivoluzionato il mondo delle riprese cinematografiche. Fino a circa venti anni fa era veramente molto difficile per i giovani filmmakers riuscire a vedere proiettata la propria opera sul grande schermo, mentre oggi con le tecnologie digitali questo è sicuramente più facile; il digitale ha reso tutto molto più accessibile.
Cosa ha contribuito principalmente a questa rivoluzione?
Sicuramente l’ accessibilità ai mezzi tecnici di oggi rispetto al passato.
Mi riferisco in particolare al software di editing che ha sostituito l’uso della moviola e che oggi è, in molti casi, incluso nei pacchetti software venduti con i nuovi personal computer. Un altro aspetto riguarda la rapidità con cui possono controllare le immagini girate.
Questi cambiamenti come hanno impattato il modo di insegnare ?
Ci sono aspetti collaterali molto importanti in questa rivoluzione digitale che rendono particolarmente problematico l’insegnamento a questa nuova popolazione digitale.
Sicuramente il problema più grande è che essendo il mezzo digitale disponibile ed accessibile a tutti, la qualità dei filmati si è notevolmente ridotta.
Molti video realizzati nelle scuole di cinema non vengono più proiettati sul grande schermo ma caricati su siti web come Youtube o simili.
Le immagini sono pesantemente compresse e manipolate con difetti anche macroscopici ma ciò non è importante dovendo essere viste su uno schermo molto piccolo.
Per questo tipo di fruizione anche se altri mezzi di ripresa sono in grado di riprodurre immagini ad alta risoluzione non ha senso usarli se poi il prodotto è destinato ad essere visto su uno schemo di un cellulare !
Il risultato di questo approccio è che gli studenti non pongono più attenzione all’illuminazione della scena, ai movimenti di camera ecc.. ma girano velocemente e senza cavalletto.
Quali altri problemi stanno emergendo?
Sicuramente è da evidenziare il fatto che, con tempistiche sempre più brevi e video così a buon mercato, gli studenti non si preoccupano più di effettuare delle prove per verificare la qualità del prodotto finale.
In questo modo l’impostazione della regia, l’ illuminazione di una scena, la recitazione degli attori spesso sono considerati degli “inutili” dettagli.
Questo problema è aggravato dal fatto che le telecamere sono in grado di settarsi automaticamente riguardo la messa a fuoco, regolazione del diaframma, ecc... ed i giovani registi si affidano a questi automatismi. In questo modo si riducono anche le troupes lasciando più spazio ad un modo molto personale di fare cinema.
Inoltre oggi i filmmakers hanno a disposizione programmi di editing con una vasta gamma di utility per la manipolazione delle immagini ed il loro approccio è quello di girare comunque e di sistemare “gli errori” in post produzione senza valutare che la manipolazione delle immagini dipende molto dal tipo di immagine catturata. Se non ci sono sufficienti dettagli nell’immagine catturata anche la manipolazione in post risulterà limitata e e di scarsa qualità.
Queste rappresentano delle “cattive abitudini” che per noi insegnanti sono difficili da correggere.
Cosa suggerirebbe come soluzione ?
Credo che un modo possa essere quello di ricominciare ad usare delle vecchie cineprese 16mm e insegnare alle nuove generazioni l’importanza dell’uso della pellicola.
Ecco dieci buoni motivi per insegnare l’uso della pellicola tra le nuove generazioni “video” :
- E' un investimento. Quando un giovane filmmaker, o studente, comprende che ogni metro di pellicola girata rappresenta denaro, è inevitabile che abbia un approccio diverso al proprio lavoro. Pianificherà con molta più attenzione l’illuminazione di una scena perchè il pubblico vedrà e giudicherà le immagini su schermi ad alta risoluzione. Il risultato è un miglior prodotto cinematografico e per i filmmaker potersi permettere un salto di qualità verso la vera cinematografia.
- Produzioni pianificate più attentamente. Questo significa maggiore attenzione alla storia e alle tecniche di narrazione, che rappresentano il cuore della cinematografia.
- Migliore pianificazione delle riprese. Il fatto di dover attendere un giorno per conoscere e vedere il risultato delle riprese fatte non deve essere considerato un aspetto negativo rispetto alla frenesia del metodo di lavoro ed alle tecniche di ripresa digitale. Aspettare i risultati dello sviluppo permetterà ai filmmakers di pianificare e ragionare meglio le riprese successive.
- La qualità delle immagini sarà superiore. E’ un dato oggettivo che la pellicola abbia una risoluzione maggiore di quanto ne abbia un’immagine in full HD (1920X1080). Vi è ancora più risoluzione sulla pellicola che non su un’immagine scansionata a 4K. La capacità di cattura dei dettagli e la latitudine di posa permettono di ottenere risultati che qualsiasi altra telecamera digitale oggi non riesce a riprodurre.
- La pellicola permette più flessibilità in post: La gamma dinamica della pellicola è superiore a quella del video, quindi ci sono più possibilità di correzione qualora l’esposizione non fosse perfetta.
- E’ un ottimo strumento di apprendimento. Conoscere ed apprendere con la pratica i rudimenti ed i dettagli tecnici della ripresa in pellicola permette agli studenti di miglorare il loro lavoro e divenire più scaltri.
- I concetti della cinematografia sono più semplici da apprendere. È molto più facile capire che cosa è un diaframma quando si può guardare in un obiettivo, oppure cosa è un piano focale quando vedi la finestra di esposizione. Lo stesso vale peril tempo di apertura del diaframma, per la profondità di campo, per la sensibilità della pellicola, ecc..
- Si ha più controllo. Non importa quanto insistiamo sul controllo manuale della messa a fuoco, del diaframma, del sonoro. Gli studenti vogliono arrivare in location e girare lasciandosi attrarre dal settagio automatico della telecamera. Girando con una cinepresa e costrigendo gli studenti a settare l’apertura del diaframma e la messa a fuoco, sarà più facile per loro pensare e guardare una scena anche dal lato artistico.
- Non costa così tanto quanto si pensa. Cineprese di alta qualità sono ormai vendute a prezzi irrisori su Ebay. Abbiamo acquistato una cinepresa Beaulieu R16, per meno di 200 dollari. Certo le cineprese più recenti hanno costi diversi ma per imparare una Beaulieu R16 è ancora più che ottima. Anche se il costo della pellicola è certamente più alto di un nastro DV, Kodak offre agli studenti ed alle scuole di cinema condizioni di acquisto molto vantaggiose che permettono ai giovani di sperimentare e confrontarsi.
- Gli studenti valutano la pellicola in modo differente. Gli studenti sono molto più attenti e creativi quando girano in pellicola e si concetrano maggiormente sulla parte artistica del loro progetto. Allo stesso modo valutano differentemente una scuola di cinema che usa solo il digitale. Personalmente se percepisco del talento in uno studente gli suggerisco di frequentare una scuola di cinema dove si giri in pellicola.
Come può essere fronteggiata la percezione che tutto sarà digitale un giorno ?
Suggerirei di rendere molto più chiaro il processo dell’uso della pellicola, facendo lavorare gli studenti, insegnandogli a cambiare le ottiche, mostrandogli i giusti movimenti di macchina, lasciarli sperimentare riprendendo in pellicola. E’ “cool” essere una “vecchia scuola” ! Insegnargli l’uso dell’esposimetro per capire come misurare la luce e non accettare passivamente il settaggio automatico della telecamera. Spiegare i concetti come il contrasto, l’illuminazione e le emulsioni. Sottolinerei quanto sia fantastico e crei “magia” girare in pellicola piuttosto che manipolare le immagini in post.
Quale pensa possa essere il beneficio più importante per gli studenti nel riprendere in pellicola ?
Collaborazione. Quando gli studenti girano in team, capiscono l’importanza dell’operare insieme, dalla battuta del ciak, alla regolazione della messa a fuoco, alla sistemazione delle luci. Anche se la tentazione è di avere un’ unica persona come referente abbiamo ottenuto ottimi risultati lasciando dirigere a diversi studenti, diverse scene. Ogni passo del processo è un’opportunità unica di apprendimento. Gli studenti dovrebbero imparare a sincornizzare i giornalieri e a montare le singole scene . Capirebbero con la propria esperienza cosa significa per una produzione decidere di raccontare una storia per il cinema.